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  Benvenuto nel sito della Comunità Ebraica di Bologna

 


Shabbat BALAK (4 luglio 2015)

Di Rav Alberto Sermoneta

"Va iar Balak ben Zippor et kol asher asà Israel la Emorì - E vide Balak figlio di Zippor cosa aveva fatto Israele agli emorrei"

La nostra parashà inizia con la descrizione di una azione del corpo umano che è quella del vedere: solitamente un re non vede con i propri occhi ciò che accade al suo o ad altri popoli, ma viene a saperlo attraverso ciò che gli viene riportato.

In questo caso Balak seguiva da vicino le gesta del popolo ebraico, sin dalla sua uscita dall'Egitto: "Hinnè ha am jazzà mimizraim va ichas et en ha arez - ecco il popolo che è uscito dall'Egitto ed ha oscurato l'occhio della terra".

Balak aveva paura del popolo e quando si ha paura di qualcosa la si tiene costantemente sotto osservazione diretta.

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Digiuno del 17 Tamuz 5775 (5 luglio 2015)

Il 5 luglio 2015 ricorre il digiuno del 17 Tamuz (posticipato).
Inizio digiuno: 3.33 - fine digiuno: 21.38
La tefilla di Minchà avrà luogo in tempio alle ore 13.30.


Il digiuno del 17 di Tammuz ricorda la distruzione di Gerusalemme ad opera dei Babilonesi, preludio all'incendio e al saccheggio del Tempio che avvennero il 9 di Av del 586 a.e.v.

Così come quest'ultima data ricorda altri eventi infausti della storia ebraica, a partire dall'episodio degli esploratori mandati da Mosè a perlustrare la Terra promessa fino alla cacciata degli ebrei dalla Spagna nel 1492, anche il 17 di Tammuz ricorda altre sventure.

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Mostra "Ariela B
öhm, materia: memoria e metafore" (16 maggio - 26 luglio 2015)

In occasione della Notte Europea dei Musei 2015, inaugurazione della mostra
Sabato 16 maggio ore 21
Presso il Museo Ebraico di Bologna

Per saperne di più, scaricare l'invito e visitare il sito del Museo

 
Un minuto di ebraismo - il ciclo della vita: la conversione

Dato che l’Ebraismo rispetta tutte le società che si comportano in un modo moralmente corretto, è lungi da esso spingere le persone a convertirsi. Ci sono stati momenti nella storia ebraica in cui anche gli Ebrei hanno esercitato un certo proselitismo, ma nel corso degli secoli e particolarmente durante l’esilio dalla terra d’Israele, gli Ebrei si sono preoccupati più di quanti appartenevano alle loro comunità che non degli altri.
Nondimeno è sempre stato possibile convertirsi all’Ebraismo. Secondo la concezione tradizionale, per una vera conversione sono necessari alcuni requisiti: la persone deve aver studiato l’Ebraismo e dimostrare che intende sinceramente vivere una vita da Ebreo e, al momento della conversione, deve immergere in un Mikveh, o bagno rituale e, se è un maschio, sottoporsi alla circoncisione.
(…) Diventando Ebrei, i convertiti adottano un nome ebraico. Dato che i nomi ebraici fanno riferimento anche al proprio padre e alla propria madre (per esempio Ben Yosef, “figlio di Giuseppe”, o Bat Esther, “figlia di Ester”), il nome dei convertiti risale in genere ad Abramo e a Sara, come se fossero i figli dei patriarchi: essi, infatti, sono considerati non solo i primi Ebrei, ma anche padre e madre di tutte le nazioni.

Fonte: "per conoscere l'ebraismo" di Daniel Taub

 

Digiuno del 17 Tamuz: 5 luglio 2015


 

Shabbat 11 luglio 2015
Pinechas
Si annuncia Rosh Chodesh
Inizio shabbat: 20.45
Fine shabbat:
21.49
Parashà:
Num. 25,10-30,1
Haftarà:
1 Re 18,46-19,2

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