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Tisha Beav: 5 agosto 2014

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http://www.conisraele.it/



Benvenuto nel sito della Comunità Ebraica di Bologna





 

 

 

 

 
Shabbat REE'

Scritto per Shabbat 3 agosto 2013

Di Rav Alberto Sermoneta

Anche in questa parashà Mose' si rivolge al popolo ricordandogli i principi fondamentali dell'ebraismo, attuabili attraverso l'osservanza delle mizvot.

La frase centrale contenente tutto il possibile sentimento ebraico, ed il concetto di popolo, la si trova fra quelle mizvot chiamate "ghemilut chasadim" che riguardano questioni umanitarie: la zedaka', l'assistenza alle persone bisognose, agli orfani ed alle vedove e agli stranieri, e le regole che riguardano invece il rispetto degli animali e delle loro vite, in relazione alla nostra necessità alimentare - la kasherut

In mezzo a questi due argomenti Mosé sentenzia un imperativo o una constatazione, che segna il nostro destino nel corso dei millenni: "banim attem lA' Elohekhem - siete dei figli per il Signore vostro D-o!".

 


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Rosh Chodesh Elul 5774 (26-27 agosto 2014)


Il mese di Elul
HA MELEKH BA-SADE’
(Il re nel campo)

Di Rav Alberto Sermoneta
Testo scritto nel 2008

Il mese di Elul è l’ultimo mese del calendario ebraico, il mese che precede il grande giorno di Rosh ha Shanà.
Per questo motivo è conosciuto dalla tradizione rabbinica come chodesh ha selichot ve ha rachamim, ossia il mese delle suppliche e della misericordia.
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Giornata Europea della Cultura Ebraica 2014 (14 settembre 2014)

Organizzata dal Museo ebraico e dalla Comunità ebraica di Bologna.
Quest'anno la giornata europea della cultura ebraica è stata dedicata a "Donna Sapiens, la figura femminile nell'ebraismo".

Il programma per Bologna sarà pubblicato inizio settembre.

Dal sito Moked:
Custode della famiglia e delle tradizioni, ma tutt’altro che dedita esclusivamente al ruolo di moglie e di madre: “Donna sapiens – La figura femminile nell’ebraismo” è il titolo della quindicesima Giornata Europea della Cultura Ebraica, occasione per discutere di un argomento – la tematica “di genere” nel mondo ebraico e nella società circostante – di grande attualità.

Capofila per l’Italia è quest’anno Ferrara, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e importante luogo della storia ebraica, dove domenica 14 settembre si darà simbolicamente il via alle manifestazioni in tutta la penisola. Entrare in una Sinagoga, assistere a un concerto di musica klezmer o sefardita, partecipare a una degustazione di enogastronomia ebraica o visitare quell’angolo della propria città di cui si è sempre sentito parlare, ma che non si è mai avuta l’occasione di scoprire: sono centinaia gli appuntamenti e le attività che animano all’unisono trenta Paesi europei e oltre settanta località italiane.
Una giornata nata per “aprire le porte”, per favorire una conoscenza diretta della cultura e delle tradizioni ebraiche. E per offrire una domenica di settembre piena e diversa.
La manifestazione si svolge in contemporanea in tutta Europa. E l’Italia, con il suo ricco patrimonio culturale ebraico, con centinaia di eventi proposti e con la presenza di grandi e piccoli festival locali nati anche grazie al successo della Giornata, realizza una delle edizioni più riuscite: sono quasi cinquantamila ogni anno i visitatori nel nostro Paese, circa un quarto del pubblico europeo complessivo.
Un grande appuntamento di festa, condivisione e conoscenza, per soddisfare la diffusa e crescente curiosità per ebrei ed ebraismo.
Perché questo è la Giornata Europea della Cultura Ebraica: una vera e propria “guida per i curiosi”, utile per ampliare il proprio bagaglio con la voglia di scoprire le tradizioni e i luoghi di una minoranza che ha contribuito a scrivere la storia d’Italia e d’Europa. Nella consapevolezza che incontrarsi, comunicare, e anche contrastare qualche luogo comune di troppo, sia possibile solo attraverso lo strumento più efficace, profondo e universale che abbiamo: la cultura.

 

 
Commemorazione dei Soldati della Brigata Ebraica (Ravenna, 16 settembre 2014)
L’Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Israele, il Col. Kobi Regev, ha il piacere di invitare la S.V. all'annuale Commemorazione dei Soldati della Brigata Ebraica, caduti durante la II Guerra Mondiale in battaglia sul Fiume Senio (Ravenna) e sepolti presso il Cimitero Alleato di Piangipane.
La cerimonia si terrà martedì 16 settembre p.v. alle ore 11.30 a.m. presso il Cimitero di Guerra Alleato di Piangipane (Ravenna).
Come negli anni scorsi, parteciperà l’Ambasciatore d’Israele a Roma, S.E. Naor Gilon, insieme a numerose Autorità Istituzionali Italiane e rappresentanti del Ministero della Difesa d'Israele.
Tra gli invitati le Associazioni di ex-Combattenti Italiane e gli Addetti per la Difesa e/o Militari dei Paesi che durante la II Guerra Mondiale contribuirono, insieme alla Brigata Ebraica, alla Liberazione dell'Italia.
La Cerimonia avrà inizio alle ore 11.30
Cimitero di Guerra Alleato di Piangipane (Ravenna)
Via Piangipane, 24 B – Piangipane (Ravenna)
R.S.V.P.: 06/36198545
Nell’auspicio di un’auspicata partecipazione e sempre a disposizione per fornire ulteriori informazioni, porgiamo i più cordiali saluti.

Col. Kobi Regev
Addetto per la Difesa
Ambasciata d'Israele
Via M. Mercati, 14 - 00197 Roma
+39 06 36198 545 - 6 +39 06 36198 596
*
defense-sec @roma.mfa.gov.il
http://roma.mfa.gov.il http://www.facebook.com/IsraelinItaly

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Un minuto di ebraismo - Il ciclo della vita: il matrimonio

“Non è bene che l’uomo sia solo” (Genesi 2,18). Questa considerazione, fatta da Dio circa il primo uomo nel libro della Genesi, riflette la convinzione ebraica che, idealmente, ogni uomo e ogni donna dovrebbe trovare un partner e sposarsi. Il Talmud sostiene che 40 giorno prima che un bambino sia concepito, una voce celeste già dichiara chi questi un giorno sposerà. Nella lingua yiddish la persona che un uomo è destinato a sposare è chiamata Bashert, cioè “partner o anima gemella a cui destinata” Il percorso da intraprendere per sposarsi, com’è descritto nel Talmud, è costituito da due parti: il fidanzamento o Kiddushin, seguito dal matrimonio o Nisuin, Nel Talmud il periodo che intercorre tra queste due tappe è di 12 mesi. La prima tappa (Kiddushin) si apre con una cerimonia chiamata Erusin, nella quale i componenti della coppia si riconoscono legati l’uno all’altro. Durante l’anno che segue, la coppia prepara la propria casa e si dispone al matrimonio. Alla fine dell’anno, durante la cerimonia di Nisuin, si svolge il matrimonio vero e proprio.
Anche se alcune coppie continuano a vivere un periodo di fidanzamento, oggi le tappe del Kiddusin e Nisuin si svolgono nella medesima cerimonia nuziale.


La cerimonia nuziale
E’ usanza comune per la sposa e lo sposo non incontrarsi durante la settimana che precede il matrimonio. Questo rende il momento in cui la coppia si incontra nel giorno delle nozze particolarmente romantico.
La sposa, durante le nozze, indossa un velo. Il rito in cui si pone il velo alla sposa (Bedeken) viene tradizionalmente celebrato poco prima del matrimonio: è lo sposo stesso che pone il velo sul capo della moglie. La cerimonio nuziale prevede che la sposa e lo sposo stiano in piedi sotto un baldacchino supportato da quattro pali (Chuppah). Esso è simbolo della famiglia che coppia costruirà ed è spesso ornato di fiori. Dopo che sono state recitate alcune benedizioni sopra un bicchiere di vino, lo sposo dona l’anello alla sposa e, infilando sul suo dito, recita la seguente formula: “Ecco, tu sei santificata a me secondo la Legge di Mosè e Israele”. Il rabbino quindi legge il contratto matrimoniale (Ketubah). Questo documento, scritto in aramaico, mette in chiaro gli obblighi del marito nei confronti della moglie sia durante il matrimonio, sia in caso di divorzio. Risalente a migliaia di anni fa, la formula del contratto è sempre stata particolarmente importante a motivo di garanzie assicurate alle donne. (…) Dopo la lettura della Ketubah vengono recitate altre sette benedizioni per il futuro della coppia e viene venuto il vino.
Va tenuto presente che nella tradizione ebraica, dopo la distruzione di Gerusalemme e del Tempio, nessuna celebrazione è priva di una vena di tristezza. Per tale ragione, anche il rito nuziale termina con la rottura di un bicchiere, segno che il mondo non ha ancora raggiunto la perfezione. (…)
E’ tradizione, nella settimana che segue il matrimonio, che vengono organizzate feste per gli sposi novelli in casa di parenti e amici (Sheva berachot – sette benedizioni).

Fonte: "per conoscere l'ebraismo" di Daniel Taub

 

 

 



Orario funzioni in Tempio per Shabbat

Orario estivo
Venerdì sera:
- Lezione: 19.00
- Funzione: 19.30
Sabato mattina:
- Funzione: 9.00

Ripresa funzione 29 e 30 agosto
Services start again on August 29 and 30

 

SHABBAT

Shabbat 23 agosto 2014
Reèh
Si annuncia Rosh Chodesh
19:52 20:59
Parashà:
Deut. 11,26-16,17

Haftarà:

Is. 54,11-55,5

- La scelta tra benedizione e maledizione
- I sacrifici a Shilò
- I sacrifici a Gerusalemme
- Come macellare la carne che non fa parte dei sacrifici
- Divieto di emulare le pratiche idolatre
- Il falso profeta: incitamento all’idolatria
- Come colpire una città di idolatri
- Santità del popolo di Israele
- Elementi che rendono un animale permesso o proibito
- Norme per gli animali acquatici
- Norme per i volatili
- Prelievo e utilizzo della seconda decima
- Quando prelevare la decima per il povero
- L’anno di remissione
- Carità e prestito al povero
- Lo schiavo ebreo
- Doni nel congedare lo schiavo ebreo
- Primogeniti di animali
- Pesach
- Conteggio dell’Omer di e Shavuot
- Succot
- Pellegrinaggi a Gerusalemme









 



 

 

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