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Calendario delle festivitą ebraiche 5772 (2011-2012) |
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Shabbat BO (28 gennaio 2012) |
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Di Rav Alberto Sermoneta
Con la parashà di questa settimana, leggeremo le ultime tre piaghe che colpirono l’Egitto prima che il Faraone si decidesse a liberare finalmente il popolo ebraico dalla schiavitù. Nei brani che seguono, si legge in modo assai dettagliato, l’obbligo di ricordare questo evento che sconvolse il mondo dell’epoca, cioè l’uscita dall’Egitto; più volte troviamo scritto che non è tanto importante ricordare un evento quanto insegnarlo e narrarlo ai propri figli, ai propri scolari.Tutte le nostre ricorrenze sono basate sul ricordo; dallo Shabbat “zikkaron le ma’asè bereshit – in ricordo della creazione del mondo” fino alle feste di Pesach, Shavuot e Succot identificate come “feste nazionali ebraiche” in cui si fa sempre riferimento, come punto di partenza alla”jeziat mizraim - l’uscita dall’Egitto” e persino a quelle che sono le solennità di Rosh ha shanà e Kippur che hanno una identità Universale, in quanto in esse è l’Uomo che viene celebrato. |
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Festivitą di Tu Bishvat 5772 (8 febbraio 2012) |
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Seder di Tu Bishvat: il testo
Orario officiature 5772
Apertura dei bossoli del KKL
Piantagione semini e piantine dai bambini e Seder di Tu Bishvat: sera del 7 febbraio 2012
Tu BiShvat (o Rosh Hashana Lailanot) è una festività anche chiamata Capodanno degli alberi. Il nome della festività significa 15 del mese di Shevat, ovvero il giorno centrale del mese ebraico di Shevat.
Quest'anno 2012 (5772), la festività cade l'8 febbraio (vigilia 7 febbraio). |
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Giorno della Memoria - Forli/Cesena (25 e 27 gennaio; 1 e 8 febbraio 2012) |
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Organizzato dall'Università di Bologna Polo scientifico didattico di Forlì.
"Dopo il 150esima: la Società italiana e la Memoria"
25 gennaio a Bologna: Brundibar, opera in due atti di Hans Krasa
27 gennaio a Forli: camminata della memoria
1 febbraio a Forlì: intervista/testimonianza di Lucio Pardo e Carolina Delpurgo
8 febbraio a Forlì: Seminario "la ritualizzazione della memoria e la rappresentazione del diniego"
Incontro con Anna Foa, autrice del libro "Diaspota, storia degli Ebrei nel Novecento"
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Un minuto di ebraismo - Etica ebraica: ogni vita č santa |
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(…) Il valore della vita umana è enfatizzato dal fatto che la Bibbia descrive l’uomo come un essere creato “a immagine di Dio”. Secondo l’Ebraismo, ciò non significa che l’uomo è “fisicamente” uguale a Dio (anche perché gli ebrei non attribuiscono a Dio alcuna rappresentazione fisica), ma che ogni essere umano, come Dio, è depositario di un valore infinito. Il Talmud afferma :” Chiunque attenta a una singola vita, è come se attentasse al mondo intero.” Questa affermazione riveste particolare importanza in un’epoca in cui ideologie di diverso tipo cercano di trovare vie atte a giustificare la soppressione di una vita umana. L’insegnamento ebraico ricorda che ogni esistenza è un “intero mondo” e che non ci sono motivi che possano giustificarne la soppressione.
Il fatto di riconoscere il valore della vita umana, non equivale a essere sostenitori di un pacifismo ad oltranza. Se qualcuno di presenta per uccidere, chi è in pericolo, secondo la Torah, deve far fronte alla cosa e uccidere il suo attentatore. In modo simile se qualcuno rappresenta una minaccia per la vita altrui, se non ci sono altri modi di difendersi, è lecito ucciderlo. La stessa logica ha portato i rabbini a ritenere lecito l’aborto quando il feto non ancora nato rappresenta un pericolo di vita per la vita della madre.
Nella tradizione ebraica, qualsiasi comandamento può essere violato quando è in gioco la vita di una persona. E’ fuori dubbio che anche gli Ebrei più ortodossi porterebbero qualcuno in ospedale, in giorno di sabato, se ciò fosse veramente necessario. Solo tre dei comandamenti principali (la proibizione dell’omicidio, dell’idolatria e dell’incesto) sono considerati talmente importanti da essere anteposti al dovere di salvare la vita di qualcuno.
Fonte: per conoscere l'ebraismo di Daniel Taub |
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Museo della Memoria Assisi 1943-1944 |
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E' stato inaugurato durante l'estate 2011 il Museo della Memoria di Assisi.
La mostra, in italiano e inglese, si sviluppa in quattro sale della Pinacoteca comunale a palazzo Vallemani
Nel 1943 e 1944, trecento ebrei furono salvati grazie allo spirito dell’accoglienza francescana di Assisi.
Entrando nelle sale del primo piano della pinacoteca comunale di palazzo Vallemani (via San Francesco) dove è allestito il “Museo della Memoria, Assisi 1 943-1944” si respira proprio questa sensazione. Una sensazione che riporta indietro nel tempo, al terribile periodo della seconda guerra mondiale quando sfollati da ogni parti d’Italia e d’Europa arrivarono nella città serafica per cercare aiuto. La mostra, ideata e curata da Marina Rosati, con i testi di Annabella Donà e realizzata dall’Opera Casa Papa Giovanni, fondazione della Curia di Assisi, è costituita da documenti inediti, foto, riconoscimenti, saggi e oggetti su quel periodo storico e sui vari personaggi che si spesero in prima persona per salvare gli ebrei. |
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Orario funzioni in Tempio per Shabbat |
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Venerdì sera:
- Lezione del Rav: ore 18.00
- Funzione: 18.30
Sabato mattina:
- Funzione: ore 9.00
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Main information on the Bologna Jewish Community |
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Shabbat 11 febbraio
Yitrò
17:18 18:22
Parashà:
Es. 18,1-20,26
Haftarà:
Is. 6,1-7,6;9,5-6 (It.)
Is. 6,1-13 (Sp.)
- La visita di Itrò e il suoconsiglio per l’amministrazione
della giustizia
- La nomina dei funzionari
- L’arrivo al monteSinai
- La preparazione
- La proclamazione deidieci comandamenti
- L’altare di terra
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