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13:38 – martedì 30 settembre 2008

Una scena di Head VI, performing art di Masque Teatro, ispirata a Francis Bacon. Logica della sensazione del filosofo Gilles Deleuze

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Alla ricerca del teatro di ricerca

Comincia domenica 7 e si protrae per un’intera settimana – con un fitto programma giornaliero dal tardo pomeriggio a notte inoltrata – la terza edizione di Short Theatre, una non stop sui percorsi della drammaturgia contemporanea organizzata dall’Accademia degli Artefatti nelle varie sale del Teatro India di Roma. Si tratta, come già si è visto nelle occasioni precedenti, di un appuntamento che trascende le finalità di una mera rassegna, per diventare spazio di incontri, di dibattiti, di scambi di esperienze tra gli artisti. Fra conversazioni e letture, fra performance e presentazioni di libri sono molti i gruppi coinvolti, da Masque Teatro a Cosmesi, dai Sacchi di Sabbia a Babilonia Teatri (leggi una recente intervista e guarda il video promo). Si apre con Le cognate del canadese Michel Tremblay nella messinscena di Andrea Adriatico: fra gli altri titoli spiccano i due atti unici che la compagnia Fattore K ha ricavato dal ciclo Drammi di principesse dell’autrice austriaca Elfriede Jelinek, e Tra un’ora e dodici minuti dello svedese Lars Noren con la regia di Werner Waas.

L’innovazione, la ricerca, l’intreccio dei linguaggi sono anche al centro di Omissis 08, il Festival dello Spettacolo Contemporaneo che l’associazione culturale Mattatoioscenico organizza a Gradisca d’Isonzo da giovedì 11 a domenica 14: la manifestazione punta non solo a ospitare realtà nazionali e straniere, ma anche a sostenere produttivamente nuovi gruppi e talenti emergenti. Oltre all’Italia, sono gli Stati Uniti, la Slovenia, la Svizzera, la Spagna i paesi di provenienza delle varie proposte. A inaugurare la rassegna sarà lo svizzero Yan Duyvendak con la performance My name is Neo(for fifteen minutes), in cui l’artista si identifica beffardamente col protagonista di Matrix. Da segnalare inoltre i Santasangre (leggi la recensione di 84.06) con Spettacolo sintetico per la stabilità sociale, e poi Accidens (matar para comer), la discussa creazione di Rodrigo Garcia provocatoriamente incentrata sui tormenti inflitti a un’aragosta viva, e i am SELF CONTAINED dell’americana Kiki Blood (un nome che già la dice lunga).

È singolare l’iniziativa dell’attore Marco Gobetti per ricordare il centenario della nascita di Cesare Pavese: da martedì 9 – data, appunto, dell’anniversario – a martedì 16 si accamperà con due colleghi, Anna Delfino Arcostanzo e Ruggero Dondi, sotto una tenda in una vigna della tenuta Carretta di Piobesi d’Alba, dove a turno, dalle 10 del mattino a mezzanotte, i tre si assumeranno il compito di leggere a ciclo continuo l’intera opera narrativa e poetica dello scrittore. Nelle pause, lavoreranno a un adattamento del Mestiere di vivere, che sarà presentato nella serata conclusiva.

di renato palazzi Alla ricerca del teatro di ricerca

29/08/2008