martedì 09 maggio 2006, ore 19.48

Condannato il nonno omicida

Ha gli occhi tristi e il volto sofferente Francesco Bertozzi. Non è stato facile sopportare il peso di quell’accusa a suo dire così assurda: quella di avere ucciso la nipote, Elisa Freschi, studentessa 18enne al quarto anno di ragioneria. E questa mattina la sentenza è stata per lui una doccia fredda.

Il giudice Cristina Beretti, infatti, ha dato ragione all’accusa. Il pubblico ministero Luciano Padula chiedeva 14 anni per omicidio volontario aggravato. La difesa, affidata a Wainer Burani, l’assoluzione. Il magistrato ha riconosciuto soltanto alcune attenuanti e alla fine ha condannato Bertozzi a 9 anni e quattro mesi di reclusione.

In aula si è tornati nuovamente all’8 maggio del 2004: erano le dieci di un sabato mattina come tanti altri. All’ex moglie di Bertozzi arriva la telefonata dall’Istituto d’Arzo di Montecchio nella quale le si chiede di andare a prendere Elisa perchè non stava bene. La donna avverte l’ex marito che subito si precipita a scuola. Elisa sale in auto, i due girano in macchina per circa un’ora, poi si fermano in un piazzale vicino all’istituto. Qui la ragazza ha una delle sue solite crisi.

La perizia parlò di morte dovuta a un arresto cardiocircolatorio. L’autopsia mise in luce due segni sulla mandibola e sul mento di Elisa, che indicherebbero l’intenzione del nonno di fare tacere la nipote. Una ragazza con problemi mentali causati da un parto difficile e poi aggravati da un incidente.

Crisi violente che si ripetevano frequentemente e che più di una volta hanno richiesto il ricovero in ospedale. L’ultima di quelle crisi due anni fa. Bertozzi passò quattro giorni in carcere, poi gli furono concessi gli arresti domiciliari e dal 24 settembre 2004 era un uomo libero. Cosa succederà adesso? ‘Aspettiamo i 90 giorni per avere la sentenza per leggere le motivazioni – dice l’avvocato Wainer Burani – poi faremo l’appello.