È un atto dovuto. Salvando i bambini dal disastro nucleare salviamo il mondo

Sciacca (AG) – Sabato 13 luglio, presso il Cine Gaudium di Sciacca, ha avuto luogo un convegno internazionale dal titolo «I bambini bielorussi in Italia – Solidarietà, una sfida». Lo scopo del convegno, a cui hanno partecipato circa 250 persone (fra famiglie, ospiti bielorussi e autorità politiche) è stato quello di illustrare le conseguenze sociosanitarie, provocate dall incidente di Chernobyl sui bambini bielorussi. Le relazioni confermavano l effetto benefico per i bambini, dopo il soggiorno in Italia. La dottoressa Valentina Drozd (dirigente del laboratorio di endocrinologia, Istituto Bielorusso Medicina delle Radiazioni) ha parlato sui «Casi di tumore alla tiroide in bambini e adolescenti provenienti dalla zona di Chernobyl». Ha messo in luce la dolorosa realtà della Bielorussia e un analisi comparata della vita prima della catastrofe e dopo. Tutto è stato sconvolto da questo evento che ha segnato profondamente le vicende di questa piccola repubblica. La zona di Gommel è maggiormente contaminata: qui si rilevano i danni più consistenti. Per esempio, in Italia i casi di cancro alla tiroide sono circa il 2% della popolazione; in Bielorussia prima della catastrofe erano dello 0,2%. Dopo l incidente hanno raggiunto l 11,8%. Un dato largamente superiore alle aspettative e nei prossimi anni la situazione è destinata a peggiorare ancora. L ampiezza reale delle conseguenze sfugge a qualsiasi previsione.

Il dottor Salvatore Granata (segretario regionale di Legambiente) ha analizzato gli aspetti sanitari provocati dalle radiazioni. Paradossalmente la Repubblica bielorussa non possiede centrali nucleari, ma il suo confine dista solo 12 km dalla centrale di Chernobyl, pertanto le ricadute dell incidente nucleare si sono abbattute maggiormente nel territorio bielorusso. Il 70% del fall out (scarico di radionuclidi pesanti) è precipitato sulla Bielorussia, la cui popolazione, già esigua, rischia di estinguersi. Ma l esplosione di Chernobyl non è un disastro circoscritto alla sola Bielorussia: tutti ricordiamo vivamente, che nei giorni successivi al 26 aprile 1986, la nube radioattiva, con il suo carico di terrore e paura, raggiunse l Europa e in seguito gli Stati Uniti e la Cina. Dalle ricerche e dagli studi in loco, compiuti da Legambiente, è emersa una situazione molto più tragica di quanto si possa immaginare. La gente continua, come se nulla fosse cambiato, a respirare aria contaminata e a camminare sul suolo radioattivo: le famiglie bielorusse dispongono di salari miseri e vivono in condizioni precarie. Le case hanno servizi igienici rudimentali e sono prive di qualsiasi comodità. Ma le vittime del disastro sono soprattutto i bambini. I medici e gli operatori sanitari, privi di qualsiasi sovvenzione, possono fare ben poco e sono costretti a dipendere dagli aiuti internazionali. Dagli esami e le analisi effettuate su 18 bambini bielorussi, è emerso che un mese di aria «pura» e una dieta sana diminuiscono la percentuale dei radionuclidi assorbiti nell organismo (dal 30 al 50%) e il rischio di contrarre patologie radioattive.

L impegno dell Osa nell ospitare i bambini contribuisce, senza esagerazioni, alla continuazione della vita in Bielorussia. Sono intervenuti anche Daniele Benini ed Enzo Caputo (responsabili Osa nazionale e regionale). Nel loro intervento hanno sollecitato le istituzioni per collaborare con le associazioni di volontariato, per superare le infinite barriere della burocrazia. L Osa si è assunta varie responsabilità supplendo in qualche modo alla competenza delle strutture pubbliche, garantendo, fra l altro, controlli sanitari e visite mediche ai bambini bielorussi. L impegno della gente in quest iniziativa è veramente lodevole: quando gli uomini, di diversa estrazione politica e di diverso credo religioso, si uniscono per fare il bene, i risultati sono emozionanti. Le autorità politiche locali, provinciali e regionali hanno assicurato appoggio e sostegno alle iniziative intraprese dalle associazioni di volontariato, impegnandosi a rimuovere gli ostacoli burocratici. Chernobyl è l evento più grave non legato a un conflitto armato della storia moderna. Il disastro nucleare, con il suo carico di morte e di dolore dimostra che la cultura prometeica porta l uomo all autodistruzione; solo salvando i bambini salveremo noi stessi.

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