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giovedì 30 maggio 2002, ore 09.05

Presi con il bottino

Armati di cutter hanno rapinato l’agenzia G della Cooperbanca, in via Fermi a Fogliano, e sono fuggiti in sella a tre biciclette. I tre banditi, partiti martedì da Catania per mettere a segno il colpo, sono stati scoperti dai carabinieri di Reggio in una villetta di via Beato Angelico, poco distante dalla banca assaltata. Insieme a loro sono stati arrestati anche quattro cittadini nigeriani, considerati dagli investigatori i basisti della banda. I tre rapinatori e i quattro cittadini extracomunitari, accusati di aver aiutato i malviventi siciliani a organizzare il colpo, erano nascosti nel solaio della casa, dove si erano rifugiati per spartirsi il bottino. I militari hanno recuperato anche i soldi: 22mila euro e 16 milioni di lire in contanti rapinati da poco. Il colpo è avvenuto ieri mattina alle 10.25, nel centro della frazione di Fogliano. I tre malviventi, due armati di cutter e uno con il volto parzialmente travisato da calze da donna, sono entrati nell’istituto di credito di via Fermi 26/E, il nome che assume in quel tratto la strada provinciale che collega Reggio a Scandiano. I banditi hanno atteso che all’interno della banca non ci fossero clienti, sono entrati in azione e, dopo aver minacciato i due dipendenti con i cutter, si sono fatti consegnare tutti i soldi presenti nelle casse. Sono poi usciti con il bottino e, in sella alle tre biciclette con le quali erano arrivati davanti alla banca, sono fuggiti in direzione di Scandiano, infilandosi poi lungo una trasversale della strada provinciale. I dipendenti della filiale, che non sono stati feriti nè rinchiusi in una delle stanze della sede, hanno dato subito l’allarme al 112. La centrale operativa dei carabinieri ha inviato sul posto diverse gazzelle e alcune pattuglie in borghese del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Reggio. I militari, senza perdere tempo, hanno organizzato posti di blocco, cercato i fuggitivi lungo le strade del paese e ascoltato i racconti dei testimoni. Proprio uno di questi ha fornito alcune indicazioni che sono risultate fondamentali per la cattura dei banditi: il giorno precedente, infatti, uno dei testimoni aveva visto un gruppetto di persone sospette passare più volte davanti alla banca e tenere sotto controllo i movimenti dei dipendenti. Indicazioni che sono risultate decisive per riuscire a scoprire il covo di via Beato Angelico, da dove nei giorni precedenti erano stati visti uscire alcuni cittadini nigeriani. E’ lì che, un’ora dopo la rapina, una pattuglia dei carabinieri ha notato tre biciclette sospette all’interno di un garage. I militari hanno atteso che arrivassero i rinforzi e hanno fatto irruzione all’interno dell’edificio. Nel solaio, dove erano stati piazzati alcuni materassi, hanno trovato sette persone che stavano spartendosi il bottino della rapina e le hanno arrestate per concorso in rapina aggravata. Tre di queste, arrivate dalla Sicilia, hanno fatto il colpo, mentre i quattro cittadini nigeriani sono considerati i basisti della banda.