Articolo del nostro esperto Sommelier Cristini

Sempre piu’ imponente e massiccia la presenza delle cantine marchigiane a Vinitaly. Vinitaly e Sol le due grandi kermesse del vino e dell’olio che si svolgeranno a Verona dal 1° al 5 aprile, vedranno centoventuno aziende complessivamente presenti nei padiglioni di Verona Fiere, di queste circa una quindicina rappresenteranno la provincia di Pesaro-Urbino. In un contesto scenografico di tutto rispetto con tanto di musiche rossiniane e di poetiche frasi leopardiane, e’ stata presentata al Teatro delle Muse di Ancona la nuova edizione di Vinitaly 2004.. La Regione Marche con tutto il suo staff al completo attraverso l’assessorato all’agricoltura, da Giulio Silenzi in veste di anfitrione della manifestazione a Mariano Landi straordinario ideatore e sicuro punto di riferimento del mondo moderno dell’agricoltura, tutti sono pronti per il taglio del nastro del Vinitaly, ritenuta da tutti la piu’ grande manifestazione italiana del vino. Nasce quindi sotto i migliori auspici la nuova edizione del Vinitaly. Oltre a Rossini, a Raffaello e a Leopardi, ormai storici testimonial del vino marchigiano e grandi ambasciatori mondiali di un modello enogastronomico marchigiano sempre in continuo fermento, capace di rinnovarsi ogni giorno con nuove Docg ma anche con nuove Dop, cosi’ come e’ avvenuto recentemente per l’Olio di Cartoceto; da quest’anno ( e la cosa mi intriga) ci saranno anche i grandi chef testimonial della cucina marchigiana, da Melagrana a Cedroni, da Pompili a Rosaria Moranti( unica donna chiamata), da Biagiali a Damiani, da Ridolfi a Uliassi, tutti pronti a tenere alto il nome del vino marchigiano, tranne poi ( e questo mi piace meno) far intervenire a parlare delle Marche il “Vate” ma poco marchigiano Gualtiero Marchesi. Quindi tutti a Vinitaly, nel padiglione 16 della Regione Marche, dove tra dirette radiofoniche e conferenze stampa, troveremo anche un po’ di tempo per degustare le nuove annate. Una annata 2003 che si presenta piu’ che buona.Ho gia’ degustato dei Bianchelli del Metauro e alcuni Verdicchi dei Castelli di Jesi davvero espressivi. Tutto questo e’ ormai un sintomo costante per una regione come la nostra, che nel giro di un decennio ha visto i propri vini primeggiare nelle piu’ svariate tipologie, partecipando al piu’ grande campionato mondiale di degustazione che si tiene annualmente a Londra. Questo significa che la nostra viticoltura e’ oggi straordinaria ed inimitabile. Sbaragliare tutti i vini rossi del mondo con il “Pelago” della Umani Ronchi, veder inchinarsi davanti al “Balciana” di Sartarelli tutti i vini bianchi del mondo e la stessa cosa e’ accaduta per i vini dolci passiti che hanno eletto il “Tor di Ruta” della Moncaro miglior passito del mondo. Certo che per ottenere tutto questo sono fondamentali gli aspetti del terroir, certo che giocano un ruolo primario i vitigni autoctoni, ma restera’ sempre insostituibile l’opera dell’uomo e delle donne del vino, che nella regione Marche ha una tradizionalita’ unica.

Giuseppe Cristini