Comitato cittadino di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall’inquinamento ambientale – Quanto tempo aspettare affinché siano presi provvedimenti?

dal Coordinamento nazionale per la tutela dai campi elettromagnetici – Toscana – 20 novembre 2000 Mi sono sempre battuto per la tutela della salute oltre che dell’ambiente e credo che la scelta dell’amministrazione di spostare le scolaresche delle Pistelli sia stato un atto dovuto, ma non questa non e’ la soluzione definitiva. Non si puo’ togliere la scuola ad un quartiere, si deve spostare l’elettrodotto. Il comitato cittadino di difesa dalle antenne per la telefonia mobile, con cui collaboro dalla sua nascita, sta lottando da tempo per tutelare la salute dei cittadini dall’elettrosmog. Dal 1997, come Responsabile del Forum Elettrosmog dei Verdi Toscani, ho posto in varie sedi il problema delle scuola Pistelli, e prima di me lo hanno fatto i genitori e alcuni insegnanti delle scuole interessate. Solo nel 1999, grazie all’aiuto del Capogruppo dei verdi in Consiglio Comunale, siamo riusciti a disseppellire la perizia dell’ARPAT del 1995 che ha permesso di far scattare quell’ordinanza che tutela la salute dei bambini. Il comitato e’ riuscito ad informare la popolazione e a convincere l’amministrazione a prendere un provvedimento risolutivo. Ora che l’ordinanza e’ stata fatta, un’indagine sui campi elettromagnetici generati dall’elettrodotto nelle abitazioni non e’ piu’ rinviabile. Le segnalazioni, che mi sono pervenute, di persone affette da leucemia in prossimita’ degli elettrodotti a nord della citta’ confermano quello che si sapeva da tempo: l’elettrosmog e’ pericoloso per la salute. Per questo sono rimasto molto perplesso per la presentazione di un piano per l’installazione di 23 nuove antenne per la telefonia mobile. Non ho capito perche’ per le antenne non sia stato seguito lo stesso principio di precauzione che ha mosso l’amministrazione a spostare la scuola. Come si chiedera’ all’ENEL di spostare l’elettrodotto sopra le Pistelli, cosi’ si deve chiedere ai gestori di rimuovere le attuali antenne installate vicino alle abitazioni. Questo e’ un potere che ha il nostro sindaco, come massima autorita’ sanitaria. Gli effetti delle antenne sono provati da numerose indagini scientifiche. Ne sono un esempio il congresso di Salisburgo, che ha stabilito di non superare un’esposizione di 0,6 V/m, e la raccolta di studi fatta dal Dott. Neil Cherry, che invita a non superare 0,2 V/m. Considerando che a Livorno siamo a 4 V/m in alcuni edifici, e’ necessaria una verifica delle antenne per tutelare la salute dei cittadini come e’ stato fatto per i bambini delle scuole Pistelli. Occorre agire subito e non aspettare. Lo chiedo ancora. Altre amministrazioni hanno gia’ allontanato le antenne almeno di 300 metri dagli edifici. A Livorno si deve fare di piu’ in modo da non superare i valori minimi di ricezione dei cellulari. E’ inutile far arrivare il segnale nelle cantine delle abitazioni e poi spendere soldi pubblici nella cura delle patologie che ne deriveranno. Gabriele Volpi – Responsabile toscano del Coordinamento nazionale per la tutela dai campi elettromagnetici

da IL TIRRENO – 15 novembre 2000 2000 Elettrosmog, Pistelli via dal quartiere

Corea Decisione di Lamberti sulla base dei dati Arpat: per l’Asl ci sono soglie di rischio

La media sarà accorpata alla Colombo, i bambini della materna alla Thouar di Andrea Rocchi LIVORNO. Elettrosmog, la Pistelli fa le valigie. Entro Natale la scuola media e la materna Pian di Rota lasceranno l’attuale sede in Corea. Lo ha deciso il sindaco Lamberti, ieri sera, non appena ha ricevuto la nota dell’ufficio igiene e sanità pubblica dell’Asl 6 ed i dati dell’Arpat. I valori di induzione magnetica rilevati presso la scuola non sono stati tali da far dormire sonni tranquilli all’amministrazione comunale che, recependo i consigli dell’Asl, ha ordinato lo sgombero degli edifici e il trasferimento degli alunni. Un provvedimento urgente che è soprattutto – ha sottolineato Lamberti – una misura cautelativa anche alla luce delle conclusioni dei recenti studi sull’elettromagnetismo. Al convegno sui campi magnetici di Bologna del 6/7 novembre scorso è infatti emerso un aumento del rischio relativo associato ad esposizioni uguali o maggiori a 0,4 microtesla. E già nel ’95 Arpat aveva parlato di letteratura scientifica che analizzava associazioni tra esposizione a campi magnetici e leucemie infantili a livelli superiori a 0,5 microstela. «I risultati di tali studi – scrive Tofanari – hanno condotto alla conclusione che siano adottati valori di attenzione di 0,5 microtesla». Dato peraltro già recepito dalla Regione Emilia Romagna che ne ha fatto legge. «Quindi – conclude la nota di Tofanari – senza suscitare alcun allarmismo, riteniamo che per un principio di massima cautela sia da prendere in considerazione una ricollocazione delle strutture scolastiche ubicate in prossimità dell’elettrodotto». Ieri Lamberti, Pini e la responsabile dell’ufficio istruzione del Comune Serenella Frangilli hanno incontrato i genitori dei bambini della materna Pian di Rota e della media Pistelli per comunicare la decisione che – tempi tecnici compatibili – si attuerà entro Natale. Gli alunni della media Pistelli saranno associati ai ragazzi della Colombo, in via delle Sorgenti. Per i bambini della materna si prevede un cammino a due tappe. Siccome – ricordava il sindaco – la ristrutturazione della Pian di Rota dovrebbe essere ultimata ad aprile, nel frattempo si prevede un rientro in spazi adeguati alla Thouar. La decisione è stata concertata dopo il parere tecnico dell’Asl che a sua volta ha esaminato i dati raccolti all’Arpat nelle rilevazioni di campo magnetico fatte tra il 16 e 19 ottobre ed il 3 e 4 novembre. Arpat ha fornito una stima dei valori di induzione magnetica in un range compreso tra 0,24 e 0,72 microtesla, dunque anche superiori a quella soglia minima di rischio stabilita in 0,5 microtesla. E’ il primo caso in Italia, quello di Livorno. Per la prima volta – di fronte all’allarme inquinamento elettromagnetico – un Comune decide di «sgombrare» una scuola per non esporre gli alunni a livelli di induzione magnetica giudicati, pericolosi. Per la verità, già nel ’95, una relazione dell’Arpat suggeriva, nelle conclusioni, soluzioni simili (proponendo la modifica del tracciato dell’elettrodotto). E negli ultimi anni il Co.na.cem (comitato di difesa dalle antenne) aveva più volte richiamato la pubblica amministrazione, l’Asl e le altre autorità ad interessarsi concretamente del problema, nonostante la legge fissasse (esageratamente) la soglia di tranquillità in 100 microtesla. Questa decisione, comunicata ieri ai genitori, ha sollecitato le preoccupazioni dei genitori. Il preside della media Pistelli, prof. Paziente, ha chiesto locali e spazi adeguati per i suoi alunni anche presso la Colombo. Alcuni genitori si sono domandati come si sposteranno i loro figli. Non sono mancati accenni polemici: perché non pensarci prima? si è detto. Mentre molti genitori dei bambini hanno chiesto garanziedi un trasferimento «non traumatico» per i più piccoli. Infine un impegno, sottoscritto anche dai consiglieri Di Rocca, Fugi e Gulì oltre che dal sindaco: non cancellate la scuola di Corea. L’elettrodotto non può sconfiggere un’esperienza. Chissà che l’Enel, un bel giorno, non modifichi il suo tracciato?

da IL TIRRENO – 15 novembre 2000 LA SCHEDA – Già nel ’95 le prime analisi LIVORNO

Già nel ’95 l’Arpat condusse delle misurazioni del campo elettromagnetico alla scuola Pistelli. Si individuarono valori compresi tra 0,5 e 0,7 microtesla. La normativa fissava (e fissa ancora oggi) in 100 microtesla la soglia di sicurezza, così nessuno si è mai posto il problema di un trasferimento degli alunni. Anche se, recentemente, il problema della salute dei ragazzi è stato fatto proprio da genitori e famiglie e dal comitato di vigilanza dalle antenne. Nel novembre scorso, di fronte ai problemi dell’immobile della Pian di Rota, la stessa materna fu trasferita presso la Pistelli con la promessa che, una volta ristrutturato l’edificio, alunni e insegnanti vi avrebbero fatto ritorno. Cresciuta la sensibilità sui problemi ambientali e diventato, quello delle Pistelli, un caso di salute pubblica anche alla luce di recenti studi sugli effetti dell’elettrosmog, si è arrivati alla decisione di trasferire in blocco le due scuole.

dal Comitato cittadino di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall’inquinamento ambientale – 11 novembre 2000 Leggiamo su “Il Tirreno” del 10 novembre che il Presidente della Circoscrizione 1, a proposito della vicenda delle scuole Pistelli, osserva che “i forti e giusti timori nei genitori sembra emergano per la denuncia del CO.NA.CEM” e si chiede perche’ “se qualcuno era a conoscenza dei fatti al pari di quanto fatto in Veneto non ha proceduto a uguale ricorso al TAR toscano oppure non ha alzato la voce in tempi piu’ utili che non la primavera 2000”. I nostri Comitati ritengono che per prima cosa ci si debba preoccupare di trovare una soluzione che salvaguardi la salute degli alunni e conservi anche l’identita’ ed i valori culturali della scuola Pistelli. E’ importante poi che i cittadini possano confidare nel Sindaco, nel Presidente della Circoscrizione, ecc. E’ quindi necessario che l’Amministrazione comunale faccia chiarezza sui motivi per i quali chi doveva non si e’ accorto dei documenti e delle perizie che pure avevano in mano. Per garantire la credibilita’ delle Istituzioni i responsabili ne dovrebbero trarre le necessarie conseguenze. Le domande del presidente della Circoscrizione 1 necessitano pero’ di una risposta. Il comitato di difesa dalle antenne e dall’inquinamento, subito dopo la nascita, ha visto quell’elettrodotto che minacciosamente incombeva sulla scuola. A primavera del 1999 ci fu un incontro pubblico organizzato dalla circoscrizione 1 sulle questioni ambientali. Era presente anche un consigliere comunale. Il comitato chiese informazioni sulle Pistelli. Gli fu risposto che l’Arpat aveva fatto una perizia ed aveva riscontrato il rispetto della legge. Mentre il comitato cercava questa perizia la scuola materna veniva trasferita sotto l’elettrodotto con l’assenso distratto di Comune, USL e Circoscrizione. Finalmente alla fine del 1999 il comitato, grazie all’aiuto di un altro consigliere comunale, ha ottenuto la perizia Arpat del 1995 che denunciava chiaramente i pericoli. La legge regionale del Veneto sugli elettrodotti era ed e’ assai diversa da quella valida in Toscana. Ricorrere al Tar Toscana significava morire di vecchiaia in attesa di un successo. Il comitato ebbe il 13 gennaio 2000 un incontro sull’elettrosmog e l’ambiente con il Presidente della circoscrizione 1, in occasione dell’istallazione di un’antenna nel campo sportivo. Badando a perseguire soluzioni credibili e tempestive, ha quindi attuato, con l’aiuto di altri comitati ed associazioni, un’azione sistematica e differenziata per sollecitare un’adeguata risposta politica. Ha organizzato un’iniziativa informativa con l’intervento della televisione locale, ha informato e documentato il Preside, ha scritto articoli, ha denunciato il problema in assemblee pubbliche con la presenza delle massime autorita’ comunali, ha presentato il problema in occasione di una dimostrazione in piazza, ecc. In materia ambientale la magistratura puo’ intervenire piu’ efficacemente quando si contano i morti. Alla politica spetta il compito di prevenire. In questo senso concordiamo dunque con l’invito a lavorare tutti insieme a “tutela della salute e della sicurezza di tanti bambini, di tanta gente”. Ma facciamolo davvero.

da IL TIRRENO – 10 novembre 2000 Pistelli, martedì i dati sull’elettrosmog

L’Arpat sollecitata dal sindaco: i genitori saranno subito informati

La notizia data ieri da Lamberti a una delegazione delle famiglie degli allievi della scuola media LIVORNO. Martedì 14 l’Arpat consegnerà all’amministrazione comunale i risultati dell’indagine sull’inquinamento elettromagnetico effettuata presso la scuola Pistelli a Corea. Lo ha comunicato il sindaco Lamberti ad una delegazione dei genitori degli alunni della scuola, durante un incontro svoltosi ieri pomeriggio e a cui hanno partecipato anche gli assessori Pini e Matteoni. «I dati, che ho formalmente sollecitato anche questa mattina – ha detto il sindaco – saranno immediatamente trasmessi all’azienda Usl 6 per una valutazione sanitaria». Ma l’incontro è servito anche a definire e a concordare con i stessi genitori un percorso da seguire, a seconda dei diversi risultati. Due gli scenari. Nel caso che dati e valutazioni sanitarie siano tranquillizzanti, e quindi non si pongano particolari problemi sulla permanenza dei ragazzi nella scuola, l’impegno – ha assicurato Lamberti – è comunque quello di continuare l’azione di controllo in modo periodico e costante. Qualora invece emergesse una situazione anche di minimo rischio, gli alunni saranno trasferiti ad altre sedi. I tempi saranno stabiliti sulla base delle indicazioni dell’Usl e comunque, da oggi, si comincerà a predisporre gli atti in modo da essere pronti per questa evenienza. L’incontro si è concluso con un nuovo appuntamento per il giorno 14, vale a dire non appena l’amministrazione avrà i dati.

da IL TIRRENO – 9 novembre 2000 ELETTROSMOG Pistelli, analisi estese anche alle abitazioni vicine alla scuola

Le rivelazioni di Martelli del Conacem all’incontro coi genitori degli alunni – Vizzoni: «Prevenire i tumori infantili»

LIVORNO. La notizia filtra a margine dell’incontro coi genitori dei bambini della Pistelli sull’elettrosmog. La rivela Mario Martelli, presidente del Conacem (comitato per la difesa dalle antenne): «Secondo notizie ufficiose ed attendibili – sostiene Martelli – l’Arpat, durante ulteriori misure effettuate sabato scorso, ha rilevato livelli di 0,7 microtesla. Tale valore coincide con quello misurato nel ’95. Sempre secondo notizie ufficiose, tali risultati hanno indotto l’Arpat ad estendere le indagini alle abitazioni della zona». Il caso-Pistelli, dunque, non si affloscia ma semmai prende quota. I tecnici dell’agenzia per l’Ambiente faranno nuove rilevazioni nella zona i cui risultati saranno comunicati ai genitori degli alunni. C’è da capire i riflessi dell’inquinamento da campo magnetico sulla popolazione infantile (e giovanile) che frequenta la materna e la scuola media posizionate a pochi metri dall’elettrodotto dell’Enel. Per questo alcuni genitori, nei giorni scorsi, si sono mobilitati ed hanno chiesto al Conacem un aiuto per capire se esistono rischi per la salute dei loro figli. Così, martedì, si è svolto un incontro al quale ha partecipato, oltre allo stesso ingegner Martelli del Conacem, anche il professor Luciano Vizzoni, noto pediatra. Martelli ha fatto il punto sulle ultime ricerche in materia di elettrosmog segnalando che sono stati dimostrati effetti biologici anche a bassissimi valori di esposizione fino al millesimo di microtesla. Non si è riusciti invece ad individuare una soglia di rischio al di sotto della quale si può escludere ogni pericolo. Sono state illustrate alcune tra le più recenti ricerche sulle lecumie infantili per esposizione ad onde elettromagnetiche a bassa frequenza; in particolare un lavoro del settembre 2000 effettuato da un gruppo di prestigiose università coi finanziamenti dell’Unione Europea che – ha ricordato Martelli – ha evidenziato il notevole aumento del rischio di leucemie infantili per livelli di esposizione superiori o uguali a 0,4 microtesla. «E’ assai preoccupante – ha detto il presidente del Conacem – constatare che col passare del tempo e con l’approfondimento delle ricerche scientifiche, emergono sempre più chiaramente i rischi per la salute». E sul da farsi, Martelli ha aggiunto: «Alla luce di quanto è ormai a tutti noto, le autorità non potranno non prendere provvedimenti adeguati. Il problema potrà piuttosto essere quello di vedere quanto le famiglie dovranno aspettare per una soluzione definitiva» Il professor Vizzoni ha dichiarato che per le malattie dei bimbi in generale, e soprattutto per leucemie e altri tumori, la prevenzione ottiene più delle cure. Ormai da 30 anni – ha detto il pediatra (che è anche consigliere comunale) – da quando in un paese del sud si rilevò un numero di casi di leucemia più alto delle aspettative in bambini che abitavano in prossimità di elettrodotti, c’è il sospetto che i campi elettromagnetici possano favorire l’insorgenza di leucemie, con un periodo di incubazione variabile. Da qui la necessità di mantenere viva l’attenzione delle autorità per fare prevenzione. Il sindaco Lamberti, la scorsa settimana, ha ordinato nuove rilevazioni da parte dell’Arpat. I risultati – si dice – sono imminenti. Molto, sul futuro della Pistelli, dipenderà da queste analisi e da quanto emergerà. Dal canto loro, i genitori degli alunni, vogliono e pretendono, giustamente, di dormire sonni tranquilli. Il comitato per la difesa dalle antenne, nel frattempo, ha chiesto un sopralluogo in Corea da parte di esponenti politici che si occupano di sanità. Martedì arriveranno alla Pistelli Federico Gelli, presidente della commissione sanità della Regione Toscana, Fabio Roggiolani capogruppo regionale dei Verdi, Lucia Franchini consigliere regionale e Enrico Bianchi consigliere comunale.

da IL TIRRENO – 4 novembre 2000 LO SFOGO DI UNA MAMMA

Tuteliamo la salute dei bambini – Perché autorizzare quell’asilo?

Leda Maggini

LIVORNO. Sono una mamma e naturalmente m’interessa la salute dei bambini e non la normativa vigente (100 microtesla) che non la difende affatto. Invece l’Usl e il Comune è proprio a questa normativa che hanno fatto riferimento per dare l’ok all’apertura dell’asilo statale Pian di Rota in via La Pira nel quartiere Corea. Come mamma, quindi, vorrei conoscere: l’impegno del Comune, dell’Usl e del presidente della Circoscrizione 1. E’ stato tenere per 5 anni i ragazzi della scuola media Pistelli esposti a valori di 0,5-0,7 microtesla? (indicati nella relazione dell’Arpat del ’95). E’ stato aggiungere alla scuola media, la scuola materna Pian di Rota? (questo è stato fatto senza effettuare nessuna rilevazione tecnica, ma rifacendosi sempre alla rilevazione dell’Arpat del ’95 dal momento che 0,5-0,7 microtesla era inferiore alla legge: 100 microtesla). E’ stato facendo pubblicare il comunicato del 31 ottobre 2000? (leggendo il quale si vuol far credere all’opinione pubblica che il caso viene seguito grazie a Del Corona, presidente della Circoscrizione 1, quando invece proprio lui ci ha suggerito una anno fa la scuola Pistelli, quando ci dovevamo trasferire dalle Thouar dove eravamo provvisoriamente perché la nostra sede in via delle Sorgenti era inagibile). Dobbiamo ringraziarlo perché tutto questo continuerà ancora almeno per un anno, fino a quando cioè non saranno pronti i lavori di ristrutturazione all’edificio in via delle Sorgenti nel quale il Comune ci aveva promesso che saremmo tornati a settembre 2000. Da settembre quindi i nostri bambini dovranno ancora essere esposti un intero anno scolastico a questi valori. E’ stato fare una nuova rilevazione dell’Arpat presso la scuola media (e non ancora presso la materna) solo perché in genitori l’hanno chiesta? I genitori sono venuti a conoscenza del problema, e cioè che i loro figli erano esposti a valori superiori a 0,2 microtesla solo grazie al Conacem. Il Conacem scrisse un articolo sul periodico Concittadino in cui si informavano tutti i cittadini che nel ’95 l’Arpat aveva rilevato valori superiori a 0,2 microtesla. Nelle conclusioni dell’Arpat si legge: «I livelli a cui sono esposti gli studenti della media Pistelli sono ben al di sotto dei limiti per effetti diretti (100 microtesla) ma superiori a quelli per cui è stata osservata l’associazione tra leucemie infantiuli ed esposizione a campo magnetico (tipicamente 0,2 e 0,3 mt). Il Conacem inoltre ha fatto volantinaggio davanti alla scuola. E anche in questo caso per informare tutti i genitori delle conclusioni che l’Arpat aveva fatto e che il Comune non aveva mai preso in considerazione e non aveva mai divulgato. Cosa avreste già dovuto fare? Non avreste dovuto considerare la normativa che vi tiene solo al sicuro da eventuali denunce ma non tiene al sicuro la salute dei nostri figli. Tenere in considerazione l’ordinanza del Tar veneto che costituisce un riferimento obbligato per la valutazione dei progetti di risanamento ambientale da inquinamento elettromagnetico nel caso di elettrodotti situati in prossimità di spazi destinati all’infanzia, quali: scuole, asili nido, parchi giochi. Nell circolare del ministero dell’Ambiente (servizio inquinamento atmosferico ed acustico) emanata il 3 agosto 1999, e cioè prima che Usl e Comune avessero dato il permesso di aprire il nostro asilo, si legge: «Si ritiene che le aziende esercenti linee elettriche ad alta tensione debbano presentare con la massima urgenza progetti di risamanento di tratte di elettrodotti situati in prossimità di spazi dedicati all’infanzia finalizzati al raggiungimento di valori di induzione magnetica non superiore a 0,2 microtesla». L’impegno del Comune sarà davvero questo? Solo allora diremo grazie sindaco, grazie presidente della Circoscrizione 1, grazie Usl.

da IL TIRRENO – 4 novembre 2000 Pistelli, elettrodotto nel mirino

Martedì un incontro sui rischi della popolazione infantile

Ecco le conclusioni dell’Arpat a proposito dei rilevamenti del ’95

LIVORNO. Ci saranno nuovi controlli sulla rilevanza dei campi magnetici alla Pistelli (sollecitati dal sindaco). A metà ottobre, tuttavia, Arpat ha effettuato altri rilevamenti, voluti da alcune famiglie. Nelle conclusioni dell’indagine del 1995, l’agenzia scrisse: «I livelli cui sono esposti gli studenti della scuola Pistelli (0,5-0,7 mt) sono quindi ben al di sotto dei limiti per effetti diretti (100 mt), ma superiori a quelli per cui è stata osservata l’associazione tra leucemie infantili ed osposizione a campo magnetico (tipicamente 0,2 -0,3 mt)» Di per sè, questo rilievo, non deve suscitare allarmismo (si dice che oggi il livello di inquinamento elettromagnetico sarebbe decisamente minore), ma alcuni genitori – preoccupati – si stanno organizzando per capire se esistono, o meno, rischi per la salute pubblica dei loro figli. La stessa Arpat, nelle conclusioni, scrisse: «Andrebbe quindi cercata la possibilità di una modifica del tracciato sulla base del principio della ‘prudent avoidance’ (è prudente evitare), sentendo la disponibilità dell’Enel ad adoperarsi in tal senso, anche in considerazione di una modifica dei tracciati delle linee che avverrà in seguito ai piani di risanamento previsti dal Dpcm 23/4/92. Va infine assicurata una informazione corretta e quindi nè lacunosa nè allarmistica alla popolazione come avviene in altri paesi quali quelli scandinavi». A fare informazione, in questi anni, è stato soprattutto il Comitato di difesa dalle antenne. Recentemente la Circoscrizione, attraverso il presidente Del Corona, ha avviato una fase di dialogo e verifica con le istituzioni, cercando di capire e verificare il grado di inquinamento ambientale alla Pistelli. Ma ad alcuni genitori ciò non basta: «Si cerca di capire perché – dicono – solo dopo 5 anni si tornano a fare accertamenti». E martedì prossimo, non è un caso, che alle 15,30 presso il Villaggio Corea davanti alla chiesa si terrà un incontro pubblico sul tema: inquinamento elettromagnetico e ricadute sulla popolazione infantile. Interverranno il professor Luciano Vizzoni, pediatra e l’ingegner Mario Martelli del Conacem. L’attenzione sul problema è di nuovo salita.

da IL TIRRENO – 15 ottobre 2000 Elettrosmog: la nuova legge è una beffa, parola di ecologista

Volpi (Conacem) accusa: gli studi internazionali svelano quant’è dannoso per la salute

LIVORNO. Rischia di essere una beffa la nuova legge sull’inquinamento da elettrosmog: parola di ambientalista. A scendere in campo contro la fisionomia della nuova normativa in gestazione in Parlamento è Gabriele Volpi, dirigente livornese del movimento ecologista e responsabile del Conacem (Coordinamento nazionale per la tutela dai campi elettromagnetici). «Le Regioni – afferma – non potranno più decidere limiti di esposizione più severi come ha già fatto il Veneto; i Comuni non potranno più decidere la localizzazione degli impianti, ci penserà la Regione; l’esposizione della popolazione sarà legata al rapporto costi-benefici, alla faccia della tutela della salute sancita dalla Costituzione. E ci vorranno 10 anni per risanare gli elettrodotti più pericolosi». Volpi se la prende con «la lobby delle industrie elettriche e delle telecomunicazioni» che in zona Cesarini è riuscita a far «modificare in peggio il testo di legge». Meno male che non tutto è perduto, dice Volpi («il testo passerà questa settimana dall’aula del Senato e si spera venga nuovamente cambiato ma stavolta per difendere la salute dei cittadini»). Per Volpi non è più possibile «nascondere nei cassetti gli studi che dimostrano senza alcun dubbio che i campi elettromagnetici sono nocivi». E, per dar man forte alla propria tesi, ricorda che nell’agosto scorso è uscito l’ultimo studio finanziato dalla Comunità Europea sugli elettrodotti: «a 0,4 microtesla – tiene a sottolineare – raddoppia il rischio di leucemia infantile, lo dicono scienziati svedesi, canadesi, tedeschi, americani, finlandesi, norvegesi e danesi. Invece nel 1996 e’ uscito il più grande studio epidemiologico, anche questo finanziato dalla cee, uno studio polacco sugli effetti delle radiofrequenze (quelle delle antenne incriminate), i risultati sono chiari: aumenta il rischio per tutte le patologie indagate. Come poter essere indifferenti di fronte a queste cose? Il dottor Grimaldi del Cnr mi ha detto: “Eppure ci sono tantissime prove di laboratorio che dimostrano gli effetti nocivi dei campi”. Perché aspettare patologie e decessi?».

dal Comitato cittadino di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall’inquinamento ambientale – 28 agosto 2000 CONTANO I FATTI

Ben venga la chiarezza

In agosto l’amministrazione comunale e’ intervenuta sul problema delle antenne per telefonia, anche in risposta ad un nostro comunicato.

Va subito detto che approviamo pienamente l’affermazione dell’amministrazione: “E’ necessario fare chiarezza”. Il Comitato l’ha ripetutamente sollecitata. A proposito di chiarezza, l’amministrazione dichiara che le richieste di nuove istallazioni sono trenta e non cento. Ma perché non ha tempestivamente informato i cittadini? In realtà fino ad oggi le antenne sono state installate senza che siano state prima fornite informazioni. L’assessore dice poi che a Livorno è stata attuata una sospensione di fatto dell’installazione di nuove antenne. Altri comuni hanno avuto il coraggio di approvare delle delibere di sospensione precisandone i motivi e le modalità. Perché a Livorno questo non è accaduto?

Pericoli e non allarmismi

A Livorno le antenne erano cinque nel 1998; oggi sono più di trenta. Sono state montate in fretta e furia, anche di notte, senza la concessione edilizia ed a volte senza nessun controllo. L’amministrazione comunale invita ad “evitare inutili allarmismi”. Aggiunge: “è la Usl, che fornisce elementi sulla potenzialità del rischio e delle esposizioni”. Può darsi che rispettabili amministratori e tecnici non nutrano alcun timore sulla pericolosità delle antenne. Sono comunque centinaia le cartelle mediche raccolte dai magistrati. Fior di scienziati hanno documentato i rischi per la salute. Congressi importanti, come quello del giugno scorso tenuto a Salisburgo, hanno raccomandano di non superare il limite di 0,6 volt/metro, mentre a Livorno si sono già raggiunti i 4 volt/metro.

Il protocollo d’intesa

Nel 1999, in una situazione obiettivamente non facile, è stato firmato da Comune, USL, ARPAT e le aziende private di telefonia, un protocollo di intesa secondo la seguente logica: I gestori, tramite il comune pagano l’ARPAT che controlla le loro antenne. I gestori ottengono entro 20 giorni il permesso dell’ARPAT, il Comune ottiene senza spese la mappatura attestante che i limiti di legge sono rispettati. In questo decantato protocollo è stato stabilito un pericoloso cortocircuito tra controllori e controllati, non sono stati coinvolti in alcun modo i cittadini ed il Comune ha rinunciato ad esercitare la sua forza contrattuale per ottenere livelli più bassi d’esposizione secondo quanto previsto dalla legge. Le prospettive future In questo attuale stato di sospensione imprecisata delle installazioni, l’amministrazione comunale già prospetta il raddoppio, in un sol colpo, delle antenne esistenti. Non è poco. Intanto il protocollo e’ ormai scavalcato dalla legge regionale che richiede la concessione edilizia e la pianificazione delle installazioni. E’ un’occasione per voltare pagina e, sentite le richieste dei gestori, approntare un piano sulla base dei criteri per la localizzazione degli impianti e l’individuazione delle aree da proteggere, secondo le disposizioni di legge. L’amministrazione dichiara invece di aver chiesto ai gestori il piano d’istallazione delle antenne. Vuole dunque delegare ai gestori le sue funzioni di pianificazione? Alcune aperture dell’assessore, come ad esempio la possibilità di “valutare” modifiche al piano sulla base delle richieste dei cittadini sono certamente apprezzabili. E’ da vedersi come ciò sarà poi realizzato.

L’atteggiamento del Comitato

L’amministrazione dichiara che “I Comitati sottovalutano l’impegno e la sensibilità dell’amministrazione”. Nella realtà il Comitato, ben consapevole delle difficoltà, valuta le risposte date ai problemi, pronto a cogliere ogni segno di cambiamento. Ad esempio, è ormai un anno che l’assessore promise un tavolo permanente di confronto con i Comitati per dar più voce alle richieste. Aspettiamo ancora. Ed a proposito di elettrosmog, ricordiamo che le scuole Pistelli, dove vi e’ anche la scuola materna, stanno ancora sotto un’elettrodotto. Quando saranno trasferite? Esiste una atto ministeriale che indica le modalita’ per il risanamento di situazioni simili. Si e’ iniziato a lavorarci? Alla luce dell’imminente arrivo del nuovo sistema UMTS che spinto da enormi interessi economici minaccia di travolgere ogni prudenza, il Comitato intende poi promuovere incontri con tutti i partiti politici per chiedere quali sono le loro proposte per tutelare la salute dei cittadini.

dal Comitato cittadino di difesa dalle antenne per la telefonia mobile e dall’inquinamento ambientale – 20 febbraio 2000 Caro “Il Tirreno”, ci sembra doveroso ed urgente segnalare il caso della scuola Pistelli in via G. La Pira, che come noto, si trova vicino ad un elettrodotto. Recentemente il Comitato è venuto a conoscenza di una relazione tecnica effettuata nel 1995 presso la scuola dall’ARPAT, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Si legge nelle conclusioni: “Per quanto attiene gli effetti diretti dall’esposizione a campi elettrici e magnetici prodotti dall’elettrodotto, i risultati delle misure mostrano il rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente… Quanto esposto determina l’impossibilità, sulla base dei risultati ottenuti rispetto alla normativa di riferimento, di un intervento impositivo sull’Enel per una modifica del tracciato. I livelli a cui sono esposti gli stu