Attualità

Solo per arrivare proprio sotto il gigantesco palco, oppure decine di metri più lontano. Solo per quegli istanti 151mila persone hanno fatto lunghi viaggi, in qualche caso hanno attraversato mezza Italia. Sono rimasti accampati per giorni, hanno trascorso ore sotto il sole cocente di questo squarcio di settembre. Molti avranno pensato: sono matti. Ma si chiama passione. Non è spiegabile. Volevano arrivare ad ascoltare la voce di un uomo che per ciascuno rappresenta qualcosa, quella voce così particolare che per tutti, chi più chi meno, ha fatto da colonna sonora a pezzi di vita.

Via le transenne, tutti dentro. Oppure attorno al Campovolo, a mo’ di cintura. In via Dell’Aeronautica e dalle reti di recinzione era un continuo arrivo di reggiani desiderosi di sentire qualche nota, anche da lontano.

Lo spettacolo è stato all’altezza di tanta attesa e di tanto affetto. 25 anni di una carriera da tempo diventata internazionale. Dal 1990 in poi. 40 brani, 16 artisti, 210 minuti di musica. Tutto l’album ‘Ligabue’, tutto ‘Buon compleanno Elvis’, il meglio di ‘Giro del mondo’. Una celebrazione in grande stile ma anche la dimensione famigliare del cantare, dell’essere a casa. Commozione nell’eseguire ‘Buonanotte all’Italia’, con sullo sfondo, per ultima, la foto del padre Giovanni.

Nell’area vip sono stati ospiti, tra gli altri, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e i colleghi di Ligabue Elisa e Gianluca Grignani. Reggio Emilia e il Campovolo erano già entrati nel cuore dell’Italia che canta Luciano Ligabue, ora però sono nella storia degli eventi musicali. L’incasso lordo del concerto è stato di 7milioni e mezzo di euro, record nazionale per un solo artista. Anche i costi di organizzazione però davvero imponenti: tra i 5 e i 6 milioni. Dalla Lombardia, la Regione in cui è stata venduta la maggior parte dei biglietti, alla Val D’Aosta, passando per l’Emilia, la Sicilia, il Lazio, quegli strani giri capaci di unire l’Italia nell’area aeroporto di una piccola città. La parola ‘evento’ non è sprecata, in casi così.

Ci siamo svegliati con i fans, alle 7.30. Vi abbiamo dato il buongiorno, e poi non vi abbiamo più lasciati fino alle 20.30, fino a quando non è calato il buio e non si sono accese le luci in fondo alla Liga street, quelle del concerto di Luciano Ligabue. Siamo stati in dieci davanti alle telecamere, dallo studio allestito al Campovolo e da quello di Telereggio, dentro l’arena e al di fuori delle recinzioni. Molti, molti di più dietro, nel gestire una macchina tecnologica, credeteci, piuttosto complessa. Lo abbiamo fatto perchè ci è sembrato doveroso tenervi informati e far sì che foste anche voi da casa dentro un evento storico. Dal nostro salotto sono passati i rappresentanti delle istituzioni, dal prefetto al questore, dal presidente della provincia al sindaco al sottosegretario alla presidenza della Regione, che ha annunciato la volontà dell’ente locale di favorire l’idea di fare del Campovolo un’area permanente per eventi di questo tipo, un luogo potenzialmente unico in Europa. E poi i protagonisti dello spettacolo, il fratello di Luciano, il cantante, Marco Ligabue, Pietro Casarini del Ligachannel, il fotografo ufficiale Iarno Iotti. Abbiamo voluto però soprattutto regalarvi delle storie, che ci hanno divertito e che in certi casi ci hanno fatto commuovere.