NEL CAOS ANDREA FERRARO

Il futuro appare sempre più incerto. Il momento è molto delicato. Cosa accadrà alla Casertana, dopo l’invito degli ultras ad andar via raccolto dal presidente Arturo Di Mascio, resta un rebus. Di manovre per rilevare la società se ne sente parlare ma al momento non c’è nulla di ufficiale. La trattativa più gettonata, e non solo perché uscita allo scoperta, resta quella allacciata da Pino Maccauro, l’avvocato casertano che rappresenta un gruppo di professionisti e imprenditori. Le parti negli ultimi dieci giorni si sono incontrate più volte. L’ultima ieri pomeriggio anche se è massimo il riserbo mantenuto sul nuovo faccia a faccia. I nodi principali da sciogliere, almeno fino a mercoledì, erano soprattutto due: l’effettiva volontà di Di Mascio a cedere le quote di maggioranza e la cifra richiesta. Senza considerare ovviamente che tutto era, ed è, legato alla verifica e al controllo dei libri contabili e che c’è da fare chiarezza sull’oggetto della trattativa: la srl, l’unica finora riconosciuta dalla Lega Dilettanti come risulta anche dal sito internet del Comitato Interregionale, o la spa presentata in pompa magna a luglio e con sede legale a Napoli.

La situazione, però, adesso sarebbe cambiata. Di Mascio, salvo dietrofront clamorosi, infatti, sembra pronto ad andar via. Il feeling con la città si è rotto. E molto probabilmente definitivamente. D’altronde, il massimo dirigente ha sempre ribadito, nel suo anno e mezzo di avventura in rossoblù, che avrebbe detto addio nel giorno in cui lo avessero chiesto i tifosi. E quel giorno, complici politiche e strategie societarie discutibili come confermano i risultati conseguiti sul campo, è arrivato. Ma adesso cosa accadrà? C’è chi teme una fine ingloriosa, come quella toccata alla Casertana calcio a cinque.

Di Mascio, ieri al Pinto a seguire l’amichevole con il Vitulazio, preferisce il silenzio. Chi gli sta vicino però conferma l’indiscrezione raccolta nella serata di giovedì. Lunedì, all’indomani della partita con il Siracusa, potrebbe incontrare il sindaco Falco e affidargli la squadra. Sempre che nel frattempo non intervangano fatti nuovi. E lunedì dovrebbe essere anche il giorno dei pagamenti ai calciatori come avrebbe promesso lo stesso Di Mascio, che ieri sera ha avuto un incontro con Verolino, l’attaccante che con Chietti ha appena detto addio alla Casertana.

Al Comune, è ovvio, che l’attenzione resta alta. L’assessore allo sport Enzo Ascione, pur bloccato da un fastidioso stato influenzale, si è informato della situazione. «Dobbiamo pensare al bene della Casertana – dice – qualsiasi azione che possa lederle va evitata. Servono tranquillità e lucidità. La Casertana è un bene della città e va tutelata. Servono programmi seri. Se Di Mascio ha intenzione di cedere la società nelle mani del sindaco non mi risulta ancora».

Intanto, la squadra, agli ordini del tecnico-calciatore Onofrio Barone, ieri ha disputato un test amichevole con il Vitulazio in vista della partita con il Siracusa che sarà disputata sul neutro di Tivoli, dove si giocherà a porte chiuse. Nel primo tempo sono scesi in campo Amodio tra i pali; Morelli, D’Ambrosio, Iodice e Ferullo da destra a sinistra della linea difensiva; Barletta, Rappa, Avallone e Colella a centrocampo; Costa e Bertolucci in attacco. I calciatori, però, non sanno ancora se partiranno per il ritiro o raggiungeranno il centro della provincia romana domenica mattina.