L’incontro dei ragazzi col mitico “Bruno Pizzul”

A mio parere le due possibili interpretazioni sono rivolte una agli animatori, l’altra ai ragazzi.

Qua mi ci gioco sembra un invito ad impegnarsi nel mettersi in gioco tutti quanti, con i nostri pregi e difetti, senza aver paura di usare tutte le nostre energie.

Credo che ciò sia molto importante proprio perchè sta nel ruolo dell’animatore il prendersi cura della propria squadra, rispettare e far rispettare le regole date dall’oratorio, far capire che è molto più importante essere leali nel gioco che vincere a tutti i costi, ma, soprattutto, è nostro compito stare in mezzo ai ragazzi, volergli bene e cercare di essere per loro degli esempi educativi da seguire.

La seconda interpretazione del bizzarro titolo, invece, mi sembra più rivolta ai ragazzi, sembra volergli dire: “amici, giochiamo tuti insieme! Condividiamo il dono dell’amicizia e invitiamo tutti i nostri amici a giocare con noi”.

Abbiamo quindi cercato di far passare questi valori in ogni piccolo gesto quotidiano: nelle scenette del mattino, nei giochi, nella preghiera, nelle attività di squadra, nei compiti,…

La consegna di una targa di ricordo

In questo ci è stata di grande aiuto l’ambientazione propostaci sempre dalla FOM: Sportlandia, non che il mondo dello sport, nel quale è più facile pretendere la propria vittoria senza curarsi degli altri nè dell’essere leali nel gioco.

Se poi si è in tanti (e quest’anno i bambini erano davvero molti: più di 200) e gli arbitri sono pochi, risulta ancora più facile imbrogliare!

Ma forse è stato proprio questo il nostro punto di forza: conoscendo, e avendo provato di persona, quanto sia facile barare e come sono furbi i bambini, dovevamo essere tutti uniti e consapevoli di voler insegnare che vincere rispettando le regole e gli altri è sì più difficile, ma alla fine ti riempie di soddisfazione perchè sei riuscito a raggiungere il tuo obiettivo con le tue forze unite a quelle dei tuoi compagni di squadra.

E se si perde…vuol dire che la volta dopo bisogna impegnarsi di più.

Una fase dell’interrogatorio

La vittoria va conquistata giorno dopo giorno con costanza e fatica, altrimenti non farebbe parte dello sport!

Si sa che l’oratorio estivo richiede agli animatori fedeltà e costanza, non che l’impiego di molte energie e di molto tempo.

E’ stata dura far coincidere studio e oratorio contemporaneamente e il caldo non è certo stato d’aiuto a nessuno, ma per fortuna ce l’abbiamo fatta!

Tanta pazienza per gli autografi di rito

Non è detto che l’anno prossimo possa andare ancora così e ciò mi dispiacerebbe molto.

Mi sono accorta che l’oratorio estivo è sempre stato un appuntamento molto importante a cui ho cercato di non mancare mai, neanche da piccola, perchè mi ha sempre aiutata a scoprire, mantenere e rafforzare i rapporti con tutte le persone che ne sono coinvolte.

Speriamo, e ora parlo a nome di tutti gli animatori, di aver fatto del nostro meglio e il più possibile per aver fatto divertire i 230 e più iscritti di quest’anno, speriamo di rivederli in oratorio durante l’inverno e l’estate prossima, ma soprattutto speriamo che abbiano trovato un po’ di Gesù anche nel gioco e che abbiano imparato a rispettarlo.

Chissà come sarà l’anno prossimo!?

Beh, per saperlo dovremo esserci!

Betty