Gianfranco Brusegan è nato a San Pellegrino Terme (Bergamo) il 9 marzo 1936. Attualmente vive e lavora a Legnano (Milano), in via Oberdan n. 38.

Trascorre la gioventù in diversi paesi dell’Italia del Nord a causa di frequenti spostamenti della famiglia e per ragioni di lavoro. Inizia la sua prima educazione artistica all’Accademia Carrara di Bergamo, avendo come maestri Achille Funi, Erminio Maffioletti, Marchetti e Trento Longaretti.

Prosegue gli studi a Bologna, conseguendo al Liceo Artistico la maturità. Frequenta a Modena la scuola serale del nudo, dove incontra il pittore Elpidio Bertoli, che gli sarà utile per la sua sicurezza tecnica con tendenza realista.

La famiglia si trasferisce a Legnaro di Padova, occupando la casa del nonno materno, Domenico Capuzzo, noto decoratore di chiese nel Veneto. Nel 1964 Gianfranco Brusegan si sposa iniziando così l’indipendenza dalla famiglia e prendendo residenza a Cogollo del Cengio, in provincia di Vicenza; inizia la carriera d’insegnante di Educazione artistica nella scuola media.

Nel 1970 si trasferisce a Legnano (Mi), con abitazione a San Vittore Olona (Mi). Nascono i figli Laura, Silvia e Andrea.

Partecipa intensamente alla vita artistica del luogo, partecipando a mostre e collettive; è invitato ad insegnare disegno e pittura presso gli “Amici di Legnano”.

Ha l’incarico di eseguire 15 tele in grande formato per la chiesa di Codroipo (Udine), tra le quli una “Ultima Cena”, una “Resurrezione” e una “Pentecoste”. E’ invitato a dirigere un corso di disegno e pittura presso il CRAL aziendale “Tosi” di Legnano (Mi).

Nel 1979-80 vince la cattedra di disegno e Storia dell’arte in una scuola superiore di Milano, ma preferisce Rho e Parabiago. Dipinge una Madonna con Bambino per il cardinale Glemp di Varsavia.

Alterna l’attività artistica con l’insegnamento, con alcune presenze a concorsi come membro di giuria e presentazioni orali e scritte di pittori. Frequenta per un breve periodo la scuola serale del nudo di Brera a Milano.

Nel 1986 si trasferisce a Legnano, con cattedra di Disegno e Storia dell’arte nel Liceo scientifico di questa città.

Gianfranco Brusegan ha passato diverse esperienze pittoriche sui vari “ismi”, scegliendo la più congeniale alla sua personalità, nei diversi momenti della sua vita. Le tecniche preferite sono il disegno a carboncino, il pastello, la pittura ad olio; ha comunque avuto esperienze nella tecnica dell’affresco e del mosaico. Dipinge nature morte, paesaggi, fiori, composizioni sacre e profane.

Nella sua pittura traspare un senso di serenità e di armonia, senza forti contrasti cromatici, sia che dipinga una “natura morta” con composizione di oggetti, sia che dipinga un tema sacro o profano con composizione di figure.

Le forme risaltano per uno studio serio e impegnato del chiaroscuro, allacciandosi alla pittura dei grandi maestri del “realismo europeo”.

Un artista completo, il Brusegan, che nella sensazione plastica e pittorica dei vari soggetti serba intatto il rigore costruttivo della forma e l’alto valore espressivo del colore. Un ideale che qualche tempo fa poteva apparire tramontato e in grado di “riscoprire” in profondità il messaggio del mondo che ci circonda. (Antonio Oberti)

Pensiero sull’arte. “L’espressione artistica è esternare ciò che l’artista “sente”, a contatto con l’uomo, la natura e le cose, nel suo momento storico. Secondo poi l’educazione artistica, la sensibilità, il temperamento e le tradizioni del suo paese, la sua espressione sarà: realista, espressionista o astratta. Il mondo espresso dall’artista è condizionato allo stato d’animo in cui vive in quel momento; così che in uno stesso periodo (o alle volte in uno stesso artista), possiamo avere espressioni, profondamente diverse”.